🔥 December CPI: possibile sorpresa “hot” per i mercati
Il dato CPI di dicembre (in uscita martedì 13 gennaio) potrebbe rivelare che il CPI di novembre è stato artificialmente debole, aprendo la porta a una sorpresa al rialzo dell’inflazione.
📊 Cosa stanno dicendo i mercati
Swap CPI 👉 prezzano un CPI ~3,0% YoY (molto più alto)
Analisti 👉 stimano 2,7% YoY
Betting markets (Kalshi) 👉 allineati agli analisti 2,7%
⚠️ Questa divergenza è anomala e spesso segnala rischio di sorpresa!
🧠 Perché lo swap market potrebbe avere ragione
Il job report ha mostrato revisioni importanti (disoccupazione e salari)
Stessa agenzia produce CPI e payrolls
Il government shutdown potrebbe aver distorto i dati di novembre
👉 Possibile inflazione sottostimata nel CPI precedente
📈 Implicazioni chiave per i mercati
🔺 Treasury 10Y
Setup tecnico rialzista
Break sopra 4,2% → target 4,4–4,45%
Possibile “liberazione” dalla fase laterale
🌪️ Volatilità
MOVE Index e vol su TLT molto basse
CPI “hot” = impennata della volatilità obbligazionaria
📉 Equity
Tassi su → pressione su growth / duration-sensitive
Rotazione potenziale verso value e difensivi
🎯 Bottom line
👉 Se il CPI conferma lo scenario degli swap (~3%), il mercato potrebbe:
rivedere rapidamente le aspettative sui tassi
vedere salire i rendimenti
assistere a un repricing violento su bond ed equity
📌 Evento ad alto rischio asimmetrico: con volatilità bassa, una sorpresa avrebbe impatto amplificato.
📉 Affordability squeeze: una crisi che dura da anni (e non sta finendo)
La crisi del costo della vita negli Stati Uniti non è ciclica né temporanea. È il risultato di shock accumulati (pandemia, guerra, politica economica) e probabilmente persisterà.
😟 Sentiment dei consumatori: ai minimi storici
University of Michigan e Conference Board mostrano livelli di fiducia paragonabili ai minimi del Covid
Le aspettative sui prossimi 6 mesi sono storicamente coerenti con una recessione
Il dato è parzialmente distorto da polarizzazione politica, ma il segnale resta forte
Il costo della vita è stato il tema dominante nelle ultime elezioni locali e statali
💸 Prezzi alti (e strutturalmente più alti)
Dal periodo pre-pandemico:
Sanità +16%
Childcare +18%
Affitti e cibo +28%
Auto usate +30%
Elettricità +34%
Manutenzione auto +41%
Inflazione complessiva +24% (circa il doppio del target Fed)
👉 I tassi alti della Fed hanno aggravato il problema, soprattutto sull’housing
👉 Rata media mutuo: da <$1.000 a >$2.000 → casa fuori portata per molti
❌ Il “soft landing” non sta funzionato
L’inflazione stava scendendo → la Fed ha iniziato a tagliare
Ma l’inflazione è risalita al 3%
I beni essenziali oggi inflazionano più di prima
Cause principali:
Tariffe più alte
Politiche migratorie restrittive
Deglobalizzazione → supply chain meno efficienti, meno produttività, più costi
📊 Scenario Moody’s:
Scenario attuale: CPI stabile >3%
Scenario controfattuale (no tariffe + più immigrazione): CPI torna al 2% già nel 2027
📊 Economia a forma di “K”
Top 10% (>275k $):
metà della spesa totale
ricchi, liquidi, tassi bassi bloccati
Classe medio-alta (115–190k):
sopravvive, poco margine
Bottom 60% (<115k):
nessun buffer
spesa cresce solo via debito
delinquenze subprime ai massimi post-GFC
ritorno dei pagamenti student loans pesa molto
👉 La crescita dei consumi è sostenuta da una minoranza, struttura fragile
🏛️ Politica economica: poche soluzioni rapide
Ridurre i costi richiede aumento dell’offerta, ma:
housing → zoning locale
energia → politiche instabili
Stimoli (es. assegni da $2.000):
sollievo temporaneo
rischio inflazione + deficit
Tagli a Medicaid, SNAP e ACA:
peggiorano la situazione per i più deboli
🔑 Conclusione
👉 La soluzione più rapida sarebbe:
abbassare le tariffe
allentare le restrizioni sull’immigrazione
Ma politicamente è improbabile.
➡️ Affordability squeeze destinata a durare, con impatti economici, sociali e politici rilevanti.